
Borneo (Sarawak):
Itinerario di 5 giorni
Il Borneo è una grande isola del Sud-est asiatico, suddivisa tra tre Paesi: Indonesia, Malesia e Brunei. La parte indonesiana è conosciuta come Kalimantan, mentre quella malese comprende due Stati: Sabah e Sarawak. Come scegliere quale zona del Borneo visitare?
Noi siamo stati nella zona del Sarawak: è uno dei due Stati della Malesia situati sull’isola del Borneo, nella sua parte nord-occidentale. È una regione ricca di contrasti, dove città vivaci e villaggi tradizionali si alternano a vaste foreste pluviali, fiumi, grotte spettacolari e parchi nazionali.
Il Sarawak è una destinazione ideale per chi ama la natura e vuole scoprire la straordinaria biodiversità del Borneo. Qui è possibile esplorare il Bako National Park, alla ricerca delle scimmie nasiche, visitare il Gunung Mulu National Park, famoso per le sue imponenti grotte e formazioni calcaree, e raggiungere il Semenggoh Wildlife Centre, vicino a Kuching, per avere la possibilità di osservare gli oranghi in un ambiente forestale semi-selvaggio.
Ma il Sarawak non è soltanto natura: è anche una terra ricca di culture, tradizioni e comunità indigene, tra cui gli Iban e i Bidayuh. La città di Kuching, con i suoi mercati, il lungofiume e la sua atmosfera rilassata, è un ottimo punto di partenza per conoscere questa regione e le sue tradizioni.
Visitare il Sarawak significa alternare avventure nella foresta, incontri con la fauna selvatica e scoperte culturali, immergendosi in una delle zone più affascinanti del Borneo malese. 🌿
✍🏻 In questo articolo
- 🌤️ Quando andare in Sarawak
- 📋 Informazioni utili per visitare il Sarawak
- ✈️ Come arrivare in Sarawak
- 🚇 Come muoversi in Sarawak
- 🏨 Dove alloggiare a Kutching
- 🗺️ Cosa fare in Sarawak 5 giorni
-
📍 Giorno 2-5
- 🌳 Una casa sull’albero nel cuore della foresta: Saloma Villagestay
- 🦧 Giorno 2: gli oranghi e la scoperta della comunità Bidayuh
- 🌳 Giorno 3: imparare a sopravvivere nella giungla
- 🍍 Giorno 4: alla scoperta dei sapori della giungla
- 💦 Giorno 5: trekking e tuffi nella foresta
- 🏡 La vita in guesthouse: momenti di relax e condivisione
Quando andare in Sarawak
Il Sarawak si può visitare durante tutto l’anno, ma è importante tenere conto del clima tropicale, soprattutto se avete in programma escursioni nella foresta o visite ai parchi nazionali.
Le temperature rimangono abbastanza stabili durante tutti i mesi, generalmente tra i 23° e i 32°, quindi fa caldo e l’umidità è elevata tutto l’anno (intorno all’80%).
Bisogna però considerare le precipitazioni, perché le piogge possono verificarsi durante tutto l’anno. Il periodo più piovoso è generalmente quello compreso tra novembre e febbraio, quando il monsone di nord-est porta precipitazioni più intense. Tra aprile e settembre, invece, le condizioni possono essere più favorevoli per le attività all’aperto, anche se gli acquazzoni rimangono possibili.
Quando si viaggia in Sarawak, quindi, è importante essere flessibili con il programma: una pioggia improvvisa potrebbe costringervi a modificare i vostri piani, soprattutto quando si visitano zone immerse nella natura.
Un consiglio? Portate con voi un impermeabile leggero, scarpe adatte e abiti traspiranti. Con il caldo e l’umidità della foresta tropicale, prepararsi al clima è fondamentale per godersi al meglio il viaggio! 🌿
Informazioni utili per entrare in Sarawak
📄 Documenti necessari
- Passaporto: con una validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’ingresso.
- Malaysia Digital Arrival Card (MDAC): Va compilato online Sul portale del Dipartimento dell’Immigrazione malese entro 3 giorni prima dell’arrivo (incluso il giorno stesso). Si può compilare sul seguente sito: https://imigresen-online.imi.gov.my/mdac/main
- Visto: Non serve per scopi turistici o d’affari per soggiorni fino a 90 giorni.
Un dettaglio da ricordare: anche se arrivi in Sarawak dopo aver visitato un’altra zona della Malesia, possono esserci controlli d’immigrazione interni. Tieni quindi il passaporto a portata di mano anche durante gli spostamenti nazionali.
💵 Moneta locale
La moneta ufficiale di Singapore è il Ringgit malese (MYR), la stessa del resto della Malesia.. È possibile cambiare gli euro in Ringitt malese presso banche, cambiavalute e altri punti autorizzati.
💳 Pagamenti e carte
A Kuching puoi utilizzare le carte di pagamento in molti hotel, ristoranti e negozi, ma non dare per scontato che siano accettate ovunque.Nei mercati locali, nei piccoli esercizi e soprattutto durante i soggiorni nei villaggi, il contante può essere indispensabile. Prima di partire per un’escursione o per una zona isolata, assicurati quindi di avere abbastanza ringgit per le spese previste.
🕐 Fuso orario
Il Sarawak si trova nel fuso orario UTC+8 e non utilizza l’ora legale.
Rispetto all’Italia, c’è una differenza di 7 ore durante l’ora solare italiana e 6 ore durante l’ora legale.
📱 Internet e SIM
Puoi valutare una SIM locale oppure una eSIM internazionale, verificando prima che il tuo telefono sia compatibile e che il piano scelto includa la Malesia.
Nelle città e nelle principali località turistiche la connessione è generalmente più semplice da trovare, mentre nelle foreste, nei parchi nazionali e nei villaggi più isolati la copertura può essere limitata o assente. Prima di partire per un’escursione, scarica le mappe offline e conserva le informazioni importanti anche senza connessione.
🔌 Prese elettriche
In Sarawak si utilizzano principalmente prese di tipo G, quelle con tre spinotti rettangolari tipiche del Regno Unito. La tensione è generalmente di 240 V e la frequenza di 50 Hz.
Se parti dall’Italia, ti servirà quindi un adattatore da presa italiana a presa britannica.
Il nostro consiglio è di portare un adattatore affidabile e, se devi caricare più dispositivi, una presa multipla compatibile.
Come arrivare a Kutching
Il principale punto d’accesso è il Kuching International Airport (KCH). La città è collegata con voli nazionali, in particolare da Kuala Lumpur, e con alcuni collegamenti internazionali, che variano in base alla stagione e alla compagnia. Se arrivi dall’Italia, dovrai normalmente prevedere almeno uno scalo, spesso in un altro aeroporto asiatico o nella Malesia peninsulare.
Una volta atterrato, puoi raggiungere il centro in taxi, con servizi di trasporto tramite app come Grab oppure con un trasferimento organizzato dall’hotel.
Come muoversi in Sarawak
A Kuching puoi utilizzare Grab, taxi e trasferimenti privati per spostarti tra le principali attrazioni. Se invece vuoi visitare altre zone dello Stato, puoi valutare autobus, voli interni, auto a noleggio o trasferimenti organizzati, a seconda della destinazione. Per alcune località remote possono essere necessari veicoli 4×4 o spostamenti in barca. Se vuoi visitare più luoghi durante lo stesso viaggio, considera attentamente i tempi di percorrenza: una distanza che sulla mappa sembra breve non sempre corrisponde a uno spostamento veloce.
Per le escursioni nella foresta e i soggiorni nei villaggi, chiedi in anticipo alla struttura se offre il trasferimento o se è necessario organizzarlo separatamente. In questo modo eviterai di arrivare a destinazione senza avere già previsto come raggiungerla.
Dove alloggiare a Kutching
🏨 Roxy Hotel Padungan – La nostra esperienza
📍 Come arrivare dall’aeroporto
Dall’aeroporto di Kutching abbiamo scelto di utilizzare un Grab impiegandoci circa 15 minuti, spendendo circa 5€. L’aeroporto ha aree d’attesa dedicate ai passeggeri Grab e agli altri servizi e-hailing, situate davanti alla zona Arrivi. Segui la segnaletica: il punto preciso indicato nell’app è quello da raggiungere.
In alternativa potete valutare un Taxi: il costo è sui 8€. Cerca il banco Taxi / Taxi Coupon al Livello 1 del terminal, comunica la destinazione e acquista il coupon con la tariffa prevista e segui le indicazioni del personale per raggiungere l’area di partenza dei taxi.

📍 Com’è il quartiere?
Il Roxy Hotel si trova nel quartiere di Padungan, una zona vivace di Kuching dove si trovano caffetterie, ristoranti e negozi, perfetta per immergersi un po’ nella quotidianità della città.
Da qui è possibile raggiungere il lungofiume e il centro con una passeggiata o con un breve tragitto in auto, a seconda della destinazione.
È una posizione comoda per esplorare Kuching e avere diversi locali a portata di mano, senza rinunciare a un contesto cittadino autentico.
🛏️ Com’è l’hotel?
La prima cosa che abbiamo notato è stata la pulizia della struttura. Anche il personale si è dimostrato molto gentile e disponibile, cosa che per noi fa sempre la differenza quando arriviamo in un posto nuovo.
La camera era dotata di bagno in camera, con asciugacapelli e asciugamani. Erano inoltre presenti TV e Wi-Fi, quindi non mancavano le comodità essenziali.
Ci ha sorpresi anche per il comfort: letti comodissimi, un bagno lussuosissimo e persino un WC smart, dotato di tecnologia avanzata. Insomma, ci siamo stati una sola notte, ma ce ne ricorderemo!

🥐 La colazione
Noi, però, dovevamo partire prima dell’orario di apertura del bar, quindi non abbiamo potuto fare colazione lì. Per fortuna, il personale ci ha preparato una doggy bag con alcuni croissant e qualcosa di caldo da bere, così abbiamo potuto portare tutto con noi e fare colazione durante il viaggio.
La colazione funziona tramite un voucher giornaliero, che si può utilizzare all’Ember Coffee Roasters, il bar situato al piano terra dell’hotel. Il voucher ha un valore che può variare in base alla prenotazione e permette di scegliere dal menu, che propone caffè, pancake, pasticceria e opzioni per una colazione in stile occidentale.
💰 Quanto abbiamo speso
Per 1 notte abbiamo speso 29 € in totale, prenotando tramite Agoda.
Cosa fare in Sarawak 5 giorni
🇸🇬 Giorno 1 – Un pomeriggio a Kuching: la prima tappa in Sarawak
🛕 Tua Pek Kong Temple
Il Tua Pek Kong Temple è uno dei templi cinesi più antichi e conosciuti di Kuching, situato a pochi passi dal Waterfront. Secondo la tradizione locale, il tempio esiste in questo luogo dal 1770, nel corso del tempo è stato però ricostruito e restaurato più volte.
A colpire subito sono i colori vivaci, i tetti dalle forme sinuose e le decorazioni elaborate con draghi e figure tradizionali cinesi. Tra dettagli dorati e profumi d’incenso, il tempio offre uno scorcio suggestivo della cultura cinese presente in città.🏮
Gratuito – Orari: 06:00 – 18:00

🏮 Carpenter Street
Carpenter Street è una delle strade storiche più caratteristiche di Kuching, nel cuore della Chinatown. Qui si incontrano vecchie botteghe, facciate colorate, insegne tradizionali e piccoli templi che testimoniano la presenza della comunità cinese in città. Il nome deriva dai numerosi falegnami che un tempo lavoravano in questa zona.
Nel 1884 un grande incendio distrusse diversi edifici di Kuching, rendendo necessaria la ricostruzione di molte attività e abitazioni. Parte degli edifici venne realizzata in mattoni, contribuendo a definire l’aspetto della strada che possiamo ammirare ancora oggi. Passeggiare qui significa scoprire un angolo della vecchia Kuching, tra architettura storica e attività che continuano a mantenere viva la strada.



🛍️ India Street
India Street è invece una strada commerciale vivace e piena di movimento, dove l’attenzione si sposta dagli edifici storici alle merci esposte davanti ai negozi. Tra tessuti, vestiti, accessori e piccoli articoli di uso quotidiano, le vetrine e le bancarelle aggiungono colore alla passeggiata.
Qui l’atmosfera è più commerciale e dinamica rispetto a quella di Carpenter street. A catturare la nostra attenzione sono state soprattutto le numerose bancarelle di strada, dove ci siamo fermati a gustare un bicchiere di fresco dragon fruit.
Un piccolo momento di pausa perfetto per rinfrescarsi dal caldo tropicale prima di continuare la nostra esplorazione di Kuching!
🌇 Kuching Waterfront e Golden Anniversary Bridge
Il Kuching Waterfront è una delle zone più piacevoli della città, un lungofiume dove passeggiare ammirando il panorama sul fiume Sarawak e sugli edifici che si affacciano sulle sue sponde. Al tramonto l’atmosfera diventa ancora più suggestiva, con le luci che iniziano ad accendersi e la vita cittadina che continua lungo la passeggiata.
Proprio qui si trova il Golden Anniversary Bridge, conosciuto anche come Darul Hana Bridge: un ponte pedonale lungo circa 335 metri, inaugurato nel 2017, che attraversa il fiume e collega le due sponde della città. La sua caratteristica forma a S, ispirata alle curve dei fiumi del Sarawak, lo rende immediatamente riconoscibile. La sera, le luci colorate che lo illuminano si riflettono sull’acqua, creando uno scenario davvero suggestivo.


A rendere la visita ancora più speciale è lo spettacolo delle fontane musicali Darul Hana, con getti d’acqua, luci colorate ed effetti speciali che si combinano in una coreografia a ritmo di musica, proprio davanti all’edificio del Parlamento del Sarawak. Ogni spettacolo dura circa 15 minuti e può essere ammirato sia dalla passeggiata del lungofiume sia dal ponte pedonale.
Gratuito – Orari: Da lunedì a giovedì: alle 20:30 e alle 21:30. Da venerdì a domenica e nei giorni festivi: alle 20:30, 21:30 e 22:30.
🇸🇬 Giorni 2–5: quattro giorni al Saloma Villagestay
Dopo aver trascorso la prima giornata alla scoperta di Kuching, abbiamo lasciato la città per passare quattro giorni al Saloma Villagestay, una guesthouse che ci ha offerto vitto, alloggio e diverse esperienze per conoscere da vicino la natura e le tradizioni del Sarawak.
🌳 Una casa sull’albero nel cuore della foresta
La cosa che ci ha colpiti subito del Saloma Villagestay è che sembra praticamente una casa sull’albero, immersa completamente nella foresta. 🌿
In realtà, era la casa del padre di Saloma, che tutta la famiglia ha ristrutturato con le proprie mani, trasformandola nel piccolo gioiello che è oggi. Un progetto familiare che ha dato vita a un posto davvero particolare, dove la natura non è semplicemente qualcosa da ammirare durante le escursioni, ma fa parte della quotidianità.
Le zone comuni sono coperte, ma completamente aperte verso l’esterno, così da permettere di rilassarsi circondati dalla vegetazione e dai suoni della foresta. Anche i bagni (condivisi) sono all’aperto: fare la doccia (con acqua rigorosamente fredda) con la vista sulla giungla e il canto degli uccelli in sottofondo è un’esperienza che difficilmente si dimentica. 🚿
Le camere sono semplici e caratteristiche, con letti a terra in stile pangah, zanzariere, ventilatori e balconi affacciati sulla foresta pluviale. Il pangah è una tipologia tradizionale di letto basso, vicino al pavimento, che richiama lo stile essenziale degli ambienti locali. Le zanzariere sono indispensabili per proteggersi dagli insetti durante la notte, mentre i balconi permettono di godersi ancora di più la natura circostante.




Nella casa vivono anche le cugine di Saloma ed i suoi genitori, che però non parlavano inglese. Le due cugine, oltre che ad occuparsi della cucina, avevano anche un piccolo banchetto con collane e bracciali fatti a mano da loro che si potevano acquistare. Suo padre si occupava di realizzare cesti in rattan (acquistabili anche questi), alcuni dei quali venivano utilizzati anche come lampadari, aggiungendo un ulteriore tocco artigianale agli ambienti. Anche questi dettagli raccontano molto della guesthouse: tante cose che la rendono speciale sono state realizzate direttamente dalla famiglia, con il proprio lavoro e le proprie conoscenze.


Durante il nostro soggiorno abbiamo incontrato pochi altri viaggiatori. Questo perché al Saloma Villagestay c’è un continuo via vai di ospiti, che scelgono pacchetti di durata diversa, da uno a cinque giorni, e anche perché eravamo lì in pieno agosto, quando il caldo era davvero intenso.
Il giorno del nostro arrivo c’era una famiglia tedesca con due figli, che stava per partire, mentre abbiamo conosciuto quattro ragazzi italiani che si sono fermati soltanto una notte. L’ultimo giorno si è unita a noi anche una ragazza di Singapore, appena arrivata alla guesthouse.
Per il resto, abbiamo vissuto gran parte delle esperienze praticamente da soli, accompagnati dai parenti di Saloma. La particolarità di questo soggiorno è stata infatti la possibilità di condividere momenti di vita quotidiana con la sua famiglia. Le persone che ci accompagnavano nelle attività erano tutte sue parenti: la zia ci ha portati a visitare la scuola e il villaggio Bidayuh, oltre ad accompagnarci alla cascata l’ultimo giorno; lo zio William ci ha guidati nelle escursioni nella giungla e nelle uscite serali, mentre la sorella Lisa si occupava della cooking class dedicata al bambù.
Non si è trattato, quindi, soltanto di partecipare a escursioni organizzate, ma di imparare direttamente da chi vive in questo territorio e ne conosce le risorse, le tradizioni e i segreti.
🦧 Giorno 2: gli oranghi e la scoperta della comunità Bidayuh
La giornata è iniziata con la visita al Semenggoh Wildlife Centre, un centro dedicato alla riabilitazione degli oranghi, dove è possibile osservarli nel loro ambiente forestale semi-selvaggio. L’orario della visita può essere importante per avere la possibilità di assistere al momento del pasto, quando gli animali possono avvicinarsi alle aree previste per l’alimentazione.
È importante sapere che l’avvistamento degli oranghi non è garantito: si tratta di animali selvatici che si muovono liberamente nella foresta e possono anche non presentarsi nell’area di osservazione. Noi siamo stati molto fortunati e siamo riusciti a vederli!



Dopo questa prima tappa ci siamo diretti al Saloma Villagestay, dove ci attendeva il pranzo preparato con ingredienti locali come:
– Felci e verdure selvatiche
– Pollo cotto nel bambù
– Riso
– Germogli, foglie, frutti ed erbe della giungla.

Nel pomeriggio, insieme alla zia di Saloma, abbiamo visitato un villaggio Bidayuh e una longhouse, le tradizionali abitazioni comunitarie tipiche di alcune popolazioni del Borneo. È stata un’occasione per scoprire come si vive nella comunità e conoscere alcuni degli usi tradizionali dei materiali disponibili in natura, conoscendo anche una persona che si dedicava alla tessitura di cesti e stuoie, scoprendo alcune delle tradizioni artigianali del posto.


Abbiamo visitato anche la scuola primaria missionaria di St Bernard, a Sadir. Purtroppo, essendo agosto, la scuola era chiusa e non abbiamo potuto vedere le lezioni in corso. Abbiamo però incontrato alcuni ragazzi che stavano giocando a calcio nel cortile: un piccolo momento di vita quotidiana che ci ha permesso comunque di entrare in contatto con la comunità.
La giornata si è conclusa alla guesthouse, con la possibilità di riposarsi dopo gli spostamenti e, per chi lo desidera, partecipare a un’escursione notturna alla ricerca di animali notturni e lucciole.


🌳 Giorno 3: imparare a sopravvivere nella giungla
Il secondo giorno alla guesthouse è stato dedicato all’esplorazione della foresta con lo zio William, che ci ha accompagnati lungo l’Hunter’s Trail, un percorso pensato per far conoscere la giungla anche dal punto di vista delle conoscenze tradizionali delle comunità locali.
Non si tratta soltanto di camminare nella foresta: durante l’escursione si possono scoprire le tecniche utilizzate per orientarsi e sopravvivere in un ambiente naturale, imparando a riconoscere le risorse che offre.
- Trappole tradizionali per animali, imparando a costruirle rapidamente con materiali reperibili nella foresta, sia per animali di piccole dimensioni sia per quelli più grandi. Una dimostrazione pratica delle tecniche tradizionali, senza catturare né ferire animali.
- Piante selvatiche, erbe e altre risorse della foresta, per scoprire come riconoscere e utilizzare ciò che offre la natura: dalle piante commestibili e medicinali alle erbe e ai materiali impiegati per realizzare oggetti di uso quotidiano.
- Tracce e impronte degli animali, utili per riconoscere la presenza della fauna e capire quali ambienti frequenta.



Noi abbiamo scelto il percorso più lungo, un’escursione di circa sei ore, con un bel dislivello, per immergerci ancora di più nella foresta e approfondire queste conoscenze.
Lo zio William, che è un cacciatore e conosce molto bene la giungla, ci ha accompagnati per tutto il percorso praticamente in ciabatte! Vederlo camminare con tanta naturalezza su sentieri che per noi erano impegnativi ci ha fatto capire quanto sia abituato a muoversi in questo ambiente.
E, come se non bastasse, con lui c’era anche il cane di Saloma, Satchmo, un compagno di escursione davvero carinissimo!



William ci ha anche mostrato quanto conosca la foresta e le sue risorse: a un certo punto ha mangiato delle formiche direttamente dal formicaio e ci ha persino preso un cocco da una palma, che abbiamo mangiato direttamente lì. Esperienze decisamente fuori dall’ordinario, che ci hanno fatto vedere quanto per lui questi gesti siano naturali e facciano parte delle conoscenze acquisite vivendo a stretto contatto con la giungla.
Durante il percorso ci siamo anche fermati a pranzare ai piedi di una cascata, con delle schiscette preparate per noi dalle cugine di Saloma.
La sera, inoltre, era possibile partecipare ad un’altra uscita nella giungla per cercare le creature che diventano attive dopo il tramonto e provare ad avvistare le lucciole.

Dopo aver mangiato, siamo andati a rinfrescarci nel ruscello vicino alla fattoria, per poi rilassarci un po’ immersi nella natura.
La sera, come nelle giornate precedenti, era possibile uscire nuovamente con lo zio William per una passeggiata notturna, alla ricerca di lucciole e animali attivi dopo il tramonto oppure rimanere in guesthouse.
🍍 Giorno 4: alla scoperta dei sapori della giungla
La giornata successiva è stata dedicata al rapporto tra la comunità locale e le risorse naturali, attraverso un’esperienza che univa la raccolta degli ingredienti e la preparazione del pranzo.
Per raggiungere la fattoria della famiglia abbiamo percorso un tratto in macchina, per poi proseguire a piedi con una passeggiata immersi nella natura. Qui abbiamo scoperto alcune delle coltivazioni locali e le piante utilizzate nella cucina tradizionale.
Una delle parti più particolari è stata proprio la raccolta degli ingredienti. Ci hanno mostrato l’ananas e altre piante commestibili, spiegandoci come riconoscerle. Successivamente, il nostro compito era cercarle nella giungla: un modo per mettere in pratica quello che avevamo appena imparato e capire quanto sia importante conoscere le piante del proprio territorio.



Dopo la raccolta è arrivato il momento della cooking class, guidata dalla sorella di Saloma, Lisa. La protagonista era il bambù, un materiale molto versatile che viene utilizzato anche per cucinare.
Alla fattoria è arrivato anche un altro zio di Saloma, che si è occupato di raccogliere la legna e preparare il fuoco per la cottura. Anche questo momento ci ha permesso di vedere come ogni componente della famiglia contribuisse all’esperienza, mettendo a disposizione le proprie conoscenze. Abbiamo scoperto come preparare il cibo servendosi di contenitori e utensili ricavati dal bambù, seguendo metodi tradizionali. Anche il tè alle erbe raccolte nella giungla viene preparato utilizzando questo materiale e può essere servito in piccoli bicchieri, sempre di bambù.
Il pranzo è stato quindi molto più di un semplice pasto: ci ha permesso di conoscere il percorso che porta dalla raccolta degli ingredienti alla preparazione dei piatti, attraverso tecniche legate alle risorse disponibili nella foresta.



💦 Giorno 5: trekking e tuffi nella foresta
L’ultima giornata è stata dedicata ad un’escursione verso alcune cascate immerse nella vegetazione, accompagnati dalla zia di Saloma. Questa volta non eravamo completamente soli: con noi c’era anche una ragazza di Singapore, appena arrivata alla guesthouse.
Abbiamo deciso di visitare sia la cascata raggiungibile con circa 35 minuti di cammino, sia quella più lontana, scegliendo così di dedicare più tempo all’esplorazione della zona.
Durante l’escursione si possono osservare le piante della foresta e scoprire altre erbe e risorse naturali conosciute dalle comunità locali. Una volta arrivati, è possibile fare il bagno e godersi un po’ di tempo circondati dalla natura.


Il percorso ci ha riservato anche un piccolo imprevisto tipico della foresta tropicale: alcune sanguisughe si erano attaccate alla pelle e la zia di Saloma ci ha dato una pomata apposita per aiutarci a gestire la situazione. Ma il momento che difficilmente dimenticheremo è stato vedere la zia di Saloma, mostrarci come tuffarsi dall’alto della cascata! Una vera forza della natura, che ci ha lasciati a bocca aperta.
Dopo l’escursione siamo rientrati alla guesthouse per il pranzo, prima di ripartire verso Kuching.


🏡 La vita in guesthouse: momenti di relax e condivisione

Oltre alle attività organizzate, il soggiorno ci ha regalato anche momenti spontanei trascorsi insieme alla famiglia di Saloma e agli altri ospiti.
Una sera ci siamo rilassati in guesthouse giocando a giochi da tavolo con altri viaggiatori. Un’altra sera, invece, eravamo gli unici clienti e abbiamo deciso di organizzare una cena tutta italiana, preparando spaghetti al ragù e tiramisù.
Saloma è arrivata addirittura fino a Kuching per procurarci gli ingredienti necessari. E la sorpresa più bella è stata scoprire che aveva invitato tutta la sua famiglia al completo per condividere la cena con noi. ❤️
La serata si è trasformata in un vero momento di scambio culturale: noi abbiamo portato in tavola i nostri piatti, mentre loro ci hanno fatto conoscere alcune delle loro specialità più insolite. Tra queste c’erano delle blatte cucinate, del pitone e un liquore nel quale, ci hanno detto, era immerso un pangolino.
Un’esperienza decisamente fuori dal comune! 😂 Al di là della curiosità per questi sapori così diversi dai nostri, è stato bello ritrovarci tutti insieme a tavola, condividendo cibo, racconti e risate.
Anche la cucina quotidiana è stata una parte interessante del soggiorno. Le due cugine di Saloma si occupavano dei pasti e, vivendo tutti insieme negli stessi spazi, spesso ci fermavamo a guardarle mentre preparavano il cibo.
Quando volevamo prenderci una pausa, potevamo inoltre gustare un tè e qualche snack nella guesthouse, rilassandoci dopo le escursioni e le attività della giornata.
Nei momenti liberi, il Saloma Villagestay era anche un posto dove rallentare e godersi un po’ di tranquillità. Ci capitava di sederci sui divani a leggere un libro, rilassarci dopo le escursioni o semplicemente goderci l’atmosfera della casa, circondati dai suoni della foresta. 🌿
Ma non passavamo tutto il tempo a riposarci! Spesso ci fermavamo a chiacchierare con la famiglia di Saloma, raccontandoci storie, curiosità e aneddoti delle nostre vite. È stato bello scoprire quanto possano essere diverse le nostre culture e, allo stesso tempo, quante cose abbiamo in comune, anche vivendo a migliaia di chilometri di distanza. Tra racconti, domande e risate, questi momenti spontanei ci hanno permesso di conoscerci meglio e di vivere un’esperienza che andava ben oltre le escursioni organizzate.
💚 La nostra esperienza al Saloma Villagestay
Questi quattro giorni ci hanno permesso di scoprire un lato del Sarawak che va oltre i paesaggi e gli avvistamenti degli animali. Abbiamo imparato qualcosa sulle tecniche tradizionali di sopravvivenza nella giungla, sulla raccolta delle piante, sulla cucina con il bambù e sulla vita della comunità Bidayuh.
Ma, soprattutto, abbiamo avuto la possibilità di condividere il nostro tempo con una famiglia che ci ha accolti non soltanto come clienti, ma come parte della famiglia. Tra i pasti condivisi, le escursioni, le risate e la serata italiana, ci siamo sentiti coinvolti nella loro quotidianità, anziché semplici visitatori di passaggio.
Dalle escursioni nella foresta al tuffo della zia settantacinquenne, fino alla cena italiana diventata una grande serata in famiglia, il Saloma Villagestay è stato molto più di un semplice posto in cui dormire: è stata una delle esperienze umane più belle del nostro viaggio in Sarawak.
Al Saloma Villagestay ci siamo sentiti a casa, anche dall’altra parte del mondo. 🌿❤️
