Itinerario Vissuto · Persi Per Scelta — il mondo è troppo grande per seguire le stesse strade di tutti.

Sharm el-Sheikh, oltre il villaggio: taccuino dal Mar Rosso

Sharm el-Sheikh è un nome che di solito fa pensare a braccialetti all inclusive e piscine a sfioro. Io ci sono arrivato con un’altra intenzione: lasciare il resort alle spalle il prima possibile e seguire la linea sottile che separa il blu del Mar Rosso dal vuoto del Sinai. Quello che segue non è una guida ai villaggi, ma il mio diario di un viaggio passato tra barriere coralline, strade di sabbia e notti lente.

Cornice del viaggio

In questo itinerario Sharm el-Sheikh è solo il punto di partenza. Ho dormito in città ma ho passato le giornate in movimento: tra barche lente verso pareti coralline, pick-up che si perdono nelle piste del Sinai e passeggiate in un centro che, una volta attraversati i neon, rivela cortili tranquilli e caffè dove il tempo rallenta.

È un viaggio perfetto se ami il mare, ma non vuoi viverlo solo dalla sdraio. E se ti incuriosisce l'idea di una destinazione iper-turistica attraversata con occhi diversi: quelli di chi cerca ancora angoli silenziosi e incontri veri.

  • Durata consigliata: 5–7 giorni
  • Tipo di itinerario: Itinerario Vissuto
  • Focus: Mar Rosso, snorkeling e immersioni, deserto del Sinai
  • Ideale per: viaggiatori curiosi, fotografi, chi vuole andare oltre il villaggio

Le immagini che troverai in questo itinerario provengono dal mio archivio personale: sono appunti visivi più che cartoline perfette, pensati per aiutarti a immaginare il tuo percorso.

Mar Rosso: dove tutto inizia

Il primo contatto con Sharm, per me, è stato sonoro: il rumore secco delle onde che si spezzano sulla barriera e, subito dopo, il silenzio ovattato del fondale. A pochi metri dalla riva il mondo cambia ritmo: i colori si saturano, il tempo si dilata, ogni respiro nel boccaglio diventa un metronomo privato.

Ho scelto una struttura semplice, con un pontile che arrivava direttamente al drop-off: niente animazione, poche camere, la luce che all'alba filtrava tra le assi di legno. Le giornate iniziavano presto: una nuotata solitaria prima che arrivassero le barche, quando il mare ha ancora la pazienza di un confine inesplorato.

Consiglio pratico: cerca una base con accesso diretto alla barriera (pontile o spiaggia con house reef) anche se non è il resort più fotogenico. Guadagnerai ore di acqua vera, senza trasferimenti inutili.

Snorkeling e immersioni: entrare davvero in acqua

Ho alternato giornate di snorkeling libero a poche immersioni mirate. Lo snorkeling è stato il modo più onesto per ascoltare il mare: uscire in acqua senza orari rigidi, seguire le correnti leggere, rientrare quando la luce cambiava colore. Gli incontri arrivano così: un banco di pesci alato che appare dal nulla, una tartaruga che sale in superficie con urgenza silenziosa.

Le immersioni, invece, sono state capitoli più intensi. Briefing asciutti sul ponte della barca, l'odore di caffè e neoprene, la discesa lenta lungo la cima. Sott'acqua, pareti verticali tappezzate di ventagli, nuvole di anthias, il blu che inghiotte la luce poco a poco: è un altro modo di misurare la propria presenza in viaggio.

Consiglio pratico: se sei alle prime armi, dedica i primi due giorni solo allo snorkeling con guida. Ti aiuterà a capire correnti, profondità e tempi. Le immersioni arriveranno dopo, più consapevoli e più tue.

Per chi fotografa: sott'acqua lavora in manuale solo se ti senti sicuro, altrimenti usa priorità di diaframma e concentrati sulla distanza dal soggetto. La vera differenza la fa la pazienza, non il modello di action cam.

Ras Mohammed: il parco dove il mare detta le regole

A Ras Mohammed ho avuto la sensazione nitida di essere un ospite temporaneo. Lo capisci dal modo in cui la barca rallenta prima di spegnere i motori, dal silenzio che si crea spontaneo mentre tutti guardano verso il drop-off. Qui il Mar Rosso si fa architettura: pinnacoli, terrazze, canyon sommersi.

Ho trascorso una giornata intera tra due-tre punti chiave, alternando snorkeling e immersioni. Ogni spot è un frammento diverso: pareti che scendono nel blu, giardini di corallo sorprendentemente intatti, banchi di barracuda che cambiano forma come nuvole metalliche.

Logistica essenziale: scegli un'escursione con gruppi piccoli e guida esperta (meglio se subacquea certificata). Diffida delle uscite "per tutti" troppo economiche: spesso comprimono i tempi in acqua e affollano i punti migliori.

Sul rispetto del luogo: niente tocchi alla barriera, niente pesce imboccato per la foto facile. Ras Mohammed esiste ancora proprio dove la mano dell'uomo ha scelto di non arrivare.

Deserti del Sinai: imparare a stare nel vuoto

La svolta del viaggio è arrivata quando ho lasciato il mare alle spalle per qualche ora. Un pick-up sgangherato, due guide beduine, il sole che calava lento sul Sinai. Il deserto intorno a Sharm non è la cartolina delle dune perfette, è un labirinto di vallate rocciose, canyon stretti, pianure dove l'aria vibra.

Abbiamo camminato in silenzio per lunghi tratti, fermandoci solo per il tè preparato sulla brace. La notte è arrivata quasi di colpo: cielo pieno, un freddo secco che entra nelle ossa, la sensazione che il mare fosse un ricordo appartenente a un altro viaggio.

Consiglio pratico: se è la tua prima volta nel deserto, inizia con un'escursione di mezza giornata con tramonto e cena beduina. Se ti ritrovi in quel vuoto, programma per tempo un pernottamento in tenda: è uno di quei momenti che cambiano il ritmo di un viaggio.

Per chi fotografa: nel deserto lascia spazio alle ombre lunghe. Porta un obiettivo leggero e una torcia frontale: di notte i tempi lunghi richiedono mani libere e pazienza.

Vita notturna: oltre i neon

La notte a Sharm vive di due velocità. C'è quella dei club all'aperto, dei laser che tagliano il buio, della musica che arriva fino alla spiaggia. Ed è quella più lenta, fatta di caffè fumosi, pasticcerie aperte fino a tardi, famiglie in passeggiata lungo la passeggiata.

Ho passato qualche sera a Naama Bay e nel centro vecchio, lasciando che fossero i suoni a guidarmi: un brano egiziano che esce da una radio, il vociare di un mercato improvvisato, il silenzio inaspettato di una moschea appena oltre la strada principale. Ho trovato angoli dove il turismo di massa sembra una scenografia lontana.

Consiglio pratico: esci a piedi senza una meta precisa, ma con un limite di tempo (un'ora, due al massimo). Sapere che rientrerai ti permette di lasciarti sorprendere senza la pressione di "dover vedere tutto".

Come intrecciare mare, deserto e città: il mio ritmo ideale

  • Giorno 1 – Arrivo lento: sistemazione in hotel con accesso alla barriera, primo bagno al tramonto, passeggiata breve in città.
  • Giorno 2 – House reef: snorkeling libero mattina e pomeriggio, studio dei punti migliori direttamente dalla struttura.
  • Giorno 3 – Ras Mohammed: escursione giornaliera con barca piccola, snorkeling guidato e, se sei brevettato, una o due immersioni.
  • Giorno 4 – Deserto del Sinai: escursione pomeridiana con tramonto e cena beduina, rientro in tarda serata.
  • Giorno 5 – Immersioni o mare libero: another uscita in barca o giornata dedicata solo al mare davanti a casa, senza orari.
  • Giorno 6–7 – Margine per la scoperta: tieni uno o due giorni "vuoti" per tornare nei luoghi che ti hanno chiamato di più: un reef, un caffè, un tratto di deserto.

Questo non è un programma da spuntare, è uno scheletro flessibile da riempire con la tua curiosità. Sharm el-Sheikh, vista così, smette di essere solo una destinazione di catalogo e diventa un laboratorio personale di movimento tra elementi opposti: acqua e roccia, folla e solitudine.

Persi Per Scelta — il mondo è troppo grande per seguire le stesse strade di tutti.

Se hai in mente un "tuo" Sinai o un Mar Rosso da esplorare fuori rotta, puoi trasformarlo in un Itinerario Desiderato: raccontami da dove vorresti partire e cosa ti trattiene. Da lì iniziamo a costruire una mappa nuova, una scelta condivisa di perderci altrove.